Santuario della SS. Trinità Misericordia Maccio di Villa Guardia (CO)

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GIORNALINO PARROCCHIALE N. 152 - numero speciale, giugno 2018


Parrocchia S. Maria Assunta

Santuario SS. Trinità Misericordia



dal  Giornalino Parrocchiale N. 152
Numero speciale - Giugno 2018, pag. 4 


di don Paolo Karol Maria Negrini


In questi anni di preparazione al sacerdozio, c'è un luogo speciale in cui ho incontrato Gesù, in cui Lui si è fatto presente al mio cuore. Sulla cima di una montagna: "Cima Giovanni Paolo ll" -si chiama-, nel gruppo dell'Adamello. C'è una croce sulla cima, ad oltre tremila metri.
La croce è al buio, ma l'alba è iniziata, la luce sorge e le tenebre diventano luce, e la notte giorno. Eppure tutto questo si scorge solo in Gesù, solo facendogli posto nella propria vita.
Solo con Lui, risorto, vivo, presente in mezzo a noi; solo donandogli la vita, solo portando i giovani che mi affiderà dal mio al Suo cuore, sempre "verso l'alto", per diventare santi assieme. Perché solo per Lui le tenebre sono come luce e la notte è chiara come il giorno.




dal  Giornalino Parrocchiale N. 152
Numero speciale - Giugno 2018, pag. 4 

di don Luigi Savoldelli



Accompagnato da tante “Avemarie”



Il primo sabato del mese, secondo una tradizione iniziata da don Enrico Verga, a Maccio viene recitato il Rosario al mattino, prima della Messa, in una forma più meditativa, con la lettura di brani del Magistero della Chiesa o riflessioni da autori sacri. Ma i giovani, impegnati nella scuola o nel lavoro, non possono venire... Ecco allora l'idea di proporre la stessa preghiera, un Rosario meditato, prima della Messa vespertina delle ore 18,00, dando così l'occasione per riflettere e pregare insieme anche ai più giovani. Un bel gruppetto si attiva con zelo, si organizza per i canti (rigorosamente con la chitarra!) e passa parola a chi può essere interessato. Paolo è tra promotori, anche perché da poco nominato presidente della Associazione NOI che guida le attività d'oratorio anche a Maccio.

E un oratorio senza la preghiera e senza l'aiuto materno di Maria, insegnava già don Bosco, non può andare molto lontano! Quel mese, come ogni anno nella quarta domenica di Pasqua, ricorreva la Giornata Mondiale di preghiera per le vocazioni e il brano proposto alla riflessione fu il messaggio di Papa Benedetto. Proprio Paolo lesse le diverse parti, alternate dalle decine del Rosario recitate dai giovani e dai ragazzi. Non ricordo bene il contenuto preciso, ma le parole del Papa sono sempre un pungolo per chiedersi se il Signore non inviti anche me a qualche scelta coraggiosa nella sequela di Gesù. Sta di fatto che, rientrando in sacrestia prima della messa vespertina, siamo rimasti soli io e Paolo, che ancora teneva in mano i fogli col Messaggio del Papa.

Mi venne spontanea una domanda: "Ma quelle parole le hai lette per gli altri, o forse non sono rivolte anche a te?". Paolo mi fissò pensoso e rispose che ci stava pensando davvero, quelle non erano esortazioni generiche, ma invitavano a scelte di vita, per il Signore e il suo Vangelo. Da quel sabato molte Ave Maria hanno accompagnato il suo cammino, nelle case Salesiane di formazione in Italia e, in questi ultimi anni, nella terra stessa di Gesù. Ma, ne sono certo, le Ave Maria recitate insieme ad altri giovani qui a Maccio, insieme a quelle parole che il Signore rivolgeva proprio a lui, conservano un sapore speciale, come semi che, gettati in un terreno fecondo e ben concimati, ora portano frutto. Morale: cari giovani che leggete queste righe, state attenti a pregare con troppo impegno, perché... Il Signore vi ascolta! E chiama! E dona gioia di vita! Caro Paolo... buon cammino, ricorda sempre le tue radici.






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