Santuario della SS. Trinità Misericordia Maccio di Villa Guardia (CO)
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Esposizione Eucaristica fino alle ore 8.00

IL SINODO DIOCESANO - ...a che punto è !


SINODO DIOCESANO XI 


della Chiesa che è in Como






Parrocchia S. Maria Assunta - Maccio

Santuario Diocesano SS. Trinità Misericordia










Testimoni e annunciatori della misericordia di Dio







A CHE PUNTO E’ IL SINODO DIOCESANO

troverete di seguito il racconto dei lavori di discussione che le Commissioni stanno affrontando a partire dai contributi inviati in Diocesi lo scorso autunno/inverno. Cominciamo con quello della Famiglia...

don Gigi



MISERICORDIA E FAMIGLIA 
 (1^)

Siamo apprendisti di sinodalità, con gli entusiasmi e le ingenuità dei principianti, ma non abbiamo fretta: «la sinodalità – ha detto papa Francesco – è il cammino che Dio si aspetta dalla Chiesa del terzo millennio» e per apprenderla e farne una prassi ecclesiale non basterà certo la nostra generazione. Noi intanto sogniamo una Chiesa di fratelli e sorelle che camminano e decidono insieme e muoviamo qualche passo, ancora incerto e malfermo, verso quella meta che ci orienta e ci attrae. ‘Camminando s’apre il cammino’ ha scritto un poeta spagnolo e veramente cerchiamo di guardare più alle stelle che alle mappe. È bello camminare in piccoli gruppi, in cui le persone si conoscono e imparano a stimarsi. Nelle sottocommissioni dell’area Misericordia e Famiglia abbiamo anche la grazia di camminare in coppia (numerose sono le coppie presenti nella Commissione; così, tra il discernimento personale e quello comunitario si inserisce anche il discernimento di coppia…). Una fatica, ma anche una ricchezza in più. A partire dalla persona, maschio e femmina, e dalla relazione d’amore tra l’uomo e la donna, nucleo sorgivo della famiglia che grazie al dono dei figli introduce la fraternità nel mondo, la connotazione familiare si imprime su tutte le relazioni, da quelle di prossimità a quelle sociali, fino a coinvolgere tutto il creato, casa comune da abitare e custodire. La cura materna della Chiesa aiuta la famiglia a diventare ciò che è per vocazione e l’appartenenza a una comunità di fede la sostiene e le offre un sostegno e uno slancio missionario.

Anche la famiglia, come tutta l’esperienza umana, è però posta sotto il segno dell’imperfezione e della fragilità. Accogliere senza giudizio e offrire la misericordia che noi stessi abbiamo ricevuto sono le prime cure prestate nell’ospedale da campo che è la Chiesa. Riguardo il nostro tema, potremmo parafrasare quel versetto del salmo 117 che dice: “La pietra scartata dai costruttori è divenuta testata d’angolo: questo è stato fatto dal Signore ed è una meraviglia agli occhi nostri”: potrebbe la famiglia essere questa ‘pietra scartata’ dalla società odierna, ma che diventerà la ‘testata d’angolo’ che sorregge il cammino della Chiesa e accompagna l’annuncio evangelico del futuro? Solo se sapremo riscoprire la bellezza del Sacramento del Matrimonio e vivere il suo pieno significato, avremo certamente famiglie che potranno rendere questa testimonianza al mondo d’oggi!.


MISERICORDIA E PRESBITERI (2^)

Nella sessione del 22 giugno, abbiamo potuto avere una prima sintesi efficace del lavoro svolto da questa Commissione. Stiamo vivendo gli incontri che ci hanno portato a questa sintesi come tempo della fiducia e della cura. La fiducia è quella che ci è stata data, in quanto sinodali, nel cercare di fare sintesi di numerosi interventi. La cura è quella che abbiamo cercato di avere nei confronti dei contributi dei tanti gruppi sinodali che hanno voluto esprimere il frutto del loro discernimento. Questa Commissione è chiamata a sinterizzare il tema “Misericordia e presbiteri”. Senza violare la dovuta riservatezza in questo periodo delicato che prepara la stesura dell’Instrumentum Laboris, possiamo, sinteticamente, offrirvi alcuni punti.

1.  Dal materiale esaminato, rispetto ai preti, emerge una domanda forte di prossimità. La gente vuole ancora il proprio prete presente, vicino, quasi un superman sempre pronto a scattare, fino a prevenire i bisogni del popolo a lui affidato.

2. Allo stesso tempo si è consapevoli che i tempi sono cambiati. Si avverte l’affanno, a volte, nei propri pastori. Si intuisce il cambiamento d’epoca che chiede un nuovo tipo di essere e fare del presbitero. Alcuni gruppi hanno azzardato anche proposte, vie nuove, nella formazione dei seminaristi e nella vita dei presbiteri.

3. È richiamato, ma forse non ancora a sufficienza e chiaramente, il legame profondo che sussiste tra il vescovo e il presbiterio, ma anche tra i presbiteri. Non c’è prete senza presbiterio. Non c’è presbiterio se non in comunione con il Vescovo.

4. In molti interventi, infine, si chiede con forza che il prete si lasci aiutare dai laici, che dia più fiducia. Sia nell’esaltante, ma a volte solitario lavoro pastorale. Sia nel gestire con cura la propria vita quotidiana.

5. La misericordia, accolta e donata, del presbitero scaturisce allora dal suo saper “sentire” l’odore delle pecore e dal suo “sentirsi” non battitore solitario, ma dentro una Chiesa che lo invia.

MISERICORDIA E GIOVANI (3^)

In questi mesi la commissione giovani del Sinodo ha lavorato con impegno e passione per la preparazione di quella parte dello “strumento di lavoro” dedicato in modo specifico al tema “misericordia e giovani”. Suddivisi in quattro sottocommissioni, siamo partiti dalle domande predisposte dalla commissione preparatoria. La prima, dedicata all’analisi del mondo giovanile, chiedeva di trovare i luoghi e le occasioni attraverso cui i giovani sperimentano la misericordia. La seconda domanda, rivolta invece alla comunità cristiana, chiede di ripensare atteggiamenti e modalità concrete con cui oggi è possibile per la Chiesa annunciare ai giovani il volto misericordioso di Dio. La terza domanda, molto interessante, insiste invece sul pensare ai giovani come protagonisti dell’agire della Chiesa, chiedendo come essi possano essere ancor più coinvolti come apostoli ed evangelizzatori. La quarta domanda, più specifica, chiede di porre attenzione alla vita spirituale dei giovani e alle esperienze caritative e missionarie quali occasioni preziose di dono di sé e di discernimento vocazionale. Ogni sottocommissione ha lavorato con un proprio metodo (sempre coordinato e definito tra i referenti) che ha permesso di giungere ad uno schema generale che evitasse sovrapposizioni ed incoerenze. È ben chiaro a tutti i “commissari” che il lavoro fin qui fatto è soprattutto di servizio all’intera assemblea sinodale, laddove tutti avranno la possibilità di pronunciarsi sui vari argomenti, di integrare e di modificare le proposte formulate. Per quanto riguarda il contenuto del lavoro si è constatata una certa convergenza tra le diverse sottocommissioni, soprattutto nell’insistenza di alcune prospettive: la necessità da parte degli adulti e delle comunità di testimoniare ai giovani un’autentica e credibile vita evangelica, il bisogno di accoglienza e di coinvolgimento dei giovani per quello che di nuovo possono portare alla vita della Chiesa, l’importanza di proposte qualificate e formative, il ricentramento sull’essenziale della vita cristiana battesimale... Qualcuno, giustamente, lo ha fatto notare. Sappiamo che non sarà il Sinodo a dare alla nostra Chiesa tutte le soluzioni per la missione che la aspetta, ma se questa fosse l’occasione per metterci INSIEME in un rinnovato ascolto del Vangelo e della voce dello Spirito ne sarà valsa la pensa e quello del Sinodo non sarà stato un tempo sprecato. Alla domanda “ma servirà a qualcosa tutto questo?” una donna di una parrocchia ha risposto così: “Sì! A me già è servito, incontrare voi, ascoltare e condividere le nostre esperienze, mi fa tornare a casa con più gioia e più entusiasmo”. Che sia lo Spirito il vero protagonista del Sinodo dipende da noi.

MISERICORDIA E POVERI (4^)

I l lavoro intenso e proficuo della commissione “Misericordia e Poveri” è, in questa fase sinodale, tutto dedicato all’analisi dei testi pervenuti dalla consultazione diocesana. Si tratta di circa duecento pagine di contributi, che ci sono state consegnate il 6 aprile e che contengono se possiamo dire così il pensiero della comunità diocesana sul tema. In commissione siamo circa sessanta persone, suddivise in quattro gruppi, molto eterogenei quanto a numero di membri e costruiti su un criterio essenzialmente geografico. All’interno di ogni gruppo i membri, concentrandosi su una delle quattro domande specifiche dell’area, stanno lavorando alla “sintesi”, potremmo anche dire alla raccolta delle indicazioni fornite dalla comunità diocesana. Il tema “Misericordia e Poveri” sta ponendo ai gruppi e, dunque, alla nostra Chiesa, alcune domande fondamentali. La consapevolezza di fondo è che un primo passo che dovremmo fare riguarda il nostro personale atteggiamento, il nostro sguardo verso il povero; ci rendiamo conto che ci serve un “modello” di sguardo sull’altro che annulli la stessa divisione “tra noi e loro” e ci insegni a recuperare le relazioni per quello che sono, incontri concreti e non esercizi retorici. Compiendo questo passo, approfondiamo in ogni sottocommissione le indicazioni che il materiale ci fornisce e cerchiamo di tradurle in uno schema di punti salienti, dove di volta in volta trovano posto le declinazioni più puntuali del tema. Per fare alcuni esempi: l’importanza della formazione, il recupero del bene che si fa e non si dice, tornare capaci di stare accanto all’altro, la promozione e la comunicazione, la denuncia delle ingiustizie sociali. E molto altro. La consultazione diocesana non si è risparmiata nell’indicarci carenze, istanze, esigenze, e desideriamo che esse trovino chiara espressione. Lo schema di ogni sottocommissione è stato integrato con gli altri, fino ad arrivare, attualmente, a una ossatura di titoli. Questi titoli saranno poi espansi nel corso dei prossimi mesi, nelle “Propositiones” destinate a confluire “nell’Instrumentum laboris”. Se potessi scegliere una metafora per descrivere il nostro compito sarebbe quella della “traduzione”. Dobbiamo infatti trasportare i contenuti, gli spunti, i concetti, le richieste che il materiale diocesano ci porge verso una nuova forma. Ogni traduzione è un compito delicato, perché esige da un lato un grande rispetto per il materiale a cui ci si accosta, eppure, dall’altro, chiede anche il coraggio di far passare quelle parole attraverso i nostri occhi, filtrarle con i nostri pensieri, metterci del nostro insomma. Come evitare che, in questo processo, il senso del materiale venga snaturato? Come imparare a metterci a servizio del materiale e a non prevaricarlo con le nostre opinioni precostituite?

A CHE PUNTO E’ IL SINODO DIOCESANO (5^parte)

Su questo foglietto troverete per un po’ di domeniche il racconto dei lavori di discussione che le Commissioni stanno affrontando a partire dai contributi inviati in Diocesi lo scorso autunno/inverno. Finora abbiamo parlato di Famiglia, Presbiteri, Giovani e Poveri. Oggi concludiamo col grosso tema della Comunità cristiana (la Parrocchie).

MISERICORDIA E COMUNITÀ CRISTIANA

Il volto misericordioso delle nostre comunità cristiane: questo l’oggetto di riflessione della prima commissione sinodale (appunto «Misericordia e Comunità»). Come intenderlo. Come plasmarlo. Come tradurlo nella prassi vivente della comunità

La «plenaria» di sabato 22 giugno della Commissione ha fatto emergere la necessità anzitutto di sciogliere alcuni nodi basilari. Per esempio: «chi» è la comunità di cui si parla? Occorre un supplemento di riflessione, tanto a livello teologico (Chiesa «popolo di Dio», «comunione missionaria», «corpo di Cristo» etc.), quanto a livello di configurazione storica concreta (comunità è la parrocchia; ma anche i movimenti; la parrocchia, poi, ha assunto sempre più la fisionomia di «comunità pastorale» fra più parrocchie; e la mobilità della gente sconsiglia l’applicazione di un criterio territoriale rigido…). Altro nodo basilare da sciogliere concerne la natura propria del Sinodo. Occorre infatti ricercare una sapiente equilibratura fra la natura concreta e pratica del Sinodo (che inevitabilmente dovrà prodursi in una serie di indicazioni pratiche, sulle quali unanimemente convergere) e la sua natura «processuale»: volta, cioè, su più di un punto, a suscitare «processi», a indicare direzioni di marcia, ad avviare cammini progressivi, che solo col tempo potranno maturare frutti concreti di rinnovamento comunitario. L’equilibrio fra «concretezza» e «processualità» è davvero determinante per il buon esito del Sinodo, per evitare i cortocircuiti delle indicazioni troppo generiche piuttosto che degli elenchi stucchevoli delle «cose da fare». Altro nodo da sciogliere è la necessità di evitare le ripetizioni di temi (per es. l’insistenza sulla formazione, il ruolo dei sacerdoti…), cosa che richiederà una sapiente regia da parte del Consiglio del presidenza. Ad ogni modo le quattro sottocommissioni sono apparse fervidamente al lavoro. Allo stato attuale si sta configurando lo schema generale delle singole proposizioni che andranno a formare l’Instrumentum laboris per la parte attinente alla «comunità»

(max 40 proposizioni). Una volta definito e armonizzato tale schema si dovrà procedere alla stesura delle singole tesi, al momento ancora soltanto abbozzata.




per restare aggiornati sul cammino in corso!:

http://www.settimanalediocesidicomo.it





STRUMENTO PER LA CONSULTAZIONE
(in allegato .pdf)

Contenuto:

  • Preghiera per il Sinodo
  • Lettera del Vescovo
  • Presentazione

PRIMA SEZIONE


“Misericordioso in tutte le sue opere” (Sal 145,17)
  • La misericordia, essenza del Dio trinitario
  • Il discernimento
  • Indicazioni sull’utilizzo delle schede tematiche e sulle modalità di risposta

SECONDA SEZIONE
  • Prima area tematica: Misericordia e comunità cristiana
  • Seconda area tematica: Misericordia e famiglia
  • Terza area tematica: Misericordia e giovani
  • Quarta area tematica: Misericordia e poveri
  • Quinta area tematica: Misericordia e presbiteri

TERZA SEZIONE
  • Indicazioni per la preparazione spirituale.


PREGHIERA DEL SINODO

“Testimoni e annunciatori della Misericordia di Dio”


Sol.
Sii benedetto, Signore nostro Dio, che ci chiami a testimoniare,

mediante il Sinodo diocesano, la nostra fede in te
e a proclamare il tuo amore misericordioso,
sempre vivo e ardente verso tutti.

Tutti: Noi ti benediciamo, Signore, nostro Dio.

Sol. Sia il Sinodo della tua Chiesa di Como un impegno
che coinvolga tutti i battezzati, membri del popolo di Dio,
chiamati a trasmettere oggi la gioia di essere discepoli di Cristo,
volto della Misericordia del Padre.

Tutti: Ascolta, Signore, la preghiera del tuo popolo.

Sol. Sia il Sinodo una prova che manifesti il grado di maturità
della nostra Chiesa, mediante l’ascolto docile della tua Parola,
insieme al confronto leale e al dialogo costruttivo tra di noi,
in vista di scelte coraggiose che lo Spirito Santo susciterà,
a promozione di una cultura della Misericordia.

Tutti: Ascolta, Signore, la preghiera del tuo popolo.

Sol. Sia il Sinodo un segno che confermi la possibilità
di diventare santi nell’oggi di questo mondo
e insieme permetta ai cristiani di diffondere il buon profumo di Cristo,
al ritmo della fantasia della Misericordia,
dimensione centrale e permanente della vita cristiana.

Tutti: Ascolta, Signore, la preghiera del tuo popolo.

Sol. Maria, madre di misericordia, che nel cenacolo di Gerusalemme
ha animato i primi discepoli di Cristo,
in attesa della forza illuminante dello Spirito Santo,
ci sia di esempio, di consolazione e di aiuto.

Tutti: Per Maria, nostra madre e sorella, ascoltaci, o Dio di misericordia.

Sol. I santi padri vescovi, fondatori della Chiesa di Como, Felice e Abbondio
e tutti gli altri nostri santi e beati, intercedano per noi la Santissima Trinità Misericordia.

Tutti: Santissima Trinità, misericordia infinita, io confido e spero in Te. Amen.



IL SINODO DIOCESANO (1)  - 
foglietto s. Messa del 29 luglio 2018, pag.3. (don Gigi).

Avete già visto da tempo i depliant esplicativi sul cartellone n fondo alla chiesa; lì lo scopo era quello di spiegare meglio possibile “che cosa è un Sinodo, perché lo si fa, chi lo deve fare…” ecc.

Ora da giugno siamo entrati  nella “fase due”: la consultazione  nelle parrocchie.

In realtà non è un compito per ‘addetti ai lavori’, ma tutti possono sin da ora accedere e dare un proprio contributo alla consultazione richiesta dal Sinodo. Lo faremo insieme anche noi come parrocchia e come gruppi. Per chi lo desidera può già dare un’occhiata alle domande del Sinodo, cercando su: Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo.

Il cammino sinodale costituisce certamente un’occasione propizia per sperimentare forme di partecipazione e di confronto il più ampie possibile. Ci si augura, pertanto, che non si limiti la consultazione ad un’assemblea parrocchiale costituita ad hoc in cui, normalmente, partecipano gli “addetti ai lavori”, ma che si possa attuare un’apertura e uno scambio proficuo con quei luoghi di aggregazione dove si sperimenta il quotidiano delle relazioni.
Il Sinodo, pertanto, richiede di pensare, favorire e costituire contesti inediti in cui collocare la consultazione diocesana (piccoli gruppi sinodali) e di lavorare affinché i luoghi che già esistono possano essere abilitati a riconoscere il noi che, guidato dallo Spirito, ci costituisce Chiesa. Quel noi che permette di proiettarci in una dimensione missionaria anche verso coloro che sono lontani o periferici alla vita delle nostre comunità.
Ciò comporta che parroci, educatori, insegnanti e animatori, cristiani che vivono la loro testimonianza quotidiana negli ambiti di socializzazione diventino promotori della consultazione. Naturalmente queste indicazioni non escludono che una persona possa rispondere anche singolarmente alle domande sinodali.  



IL SINODO DIOCESANO (2) - foglietto s. Messa del 12 agosto 2018, pag.3.  (don Gigi).

Proseguiamo l’impegno di spiegare il meglio possibile che cos’è un Sinodo, perché lo si fa, per chi è… Il Sinodo è una grande consultazione che avviene nella Chiesa;  vediamo chi può dare il proprio apporto in questa fase in cui il Sinodo deve raccogliere a 360° il contributo di tutti…: sono igruppi sinodali”:

Sono i gruppi che si ritrovano sul territorio (parrocchie) e sono molto ‘liberi’. Si suggerisce che i gruppi sinodali siano di piccole dimensioni (dalle 8 alle 20 persone, con una presenza costante nel tempo) per permettere lo scambio e la riflessione attraverso il contributo personale di ogni partecipante.

Siano luoghi in cui ciascuno possa ascoltare ed essere ascoltato in un clima di fraternità. Nel costituirsi i gruppi tengano presenti alcuni criteri e finalità che facilitino un contesto di relazioni di comunione capace di coinvolgere tutti in un clima di partecipazione e di condivisione:

- l'esperienza della fraternità come generatrice della comunità;
- l'importanza di una rinnovata considerazione della responsabilità a cui ciascuno è chiamato nel battesimo;
- l’attenzione a sviluppare una partecipazione allargata alla vita della comunità per vivere la dimensione della Chiesa come popolo;
- l’impegno a sperimentare forme di presenza capillare dei cristiani nel territorio (quartiere, paese, piccole realtà, etc.) per incontrare tutte le persone che lo abitano.


I gruppi sinodali possono essere:

- gruppi sovraterritoriali e gruppi parrocchiali,

- gruppi ministeriali e gruppi tematici o di settore,

- gruppi di associazioni e movimenti ecclesiali presenti nella parrocchia,

- gruppi di nuova edificazione (persone che si avvicinano alla parrocchia  per diversi motivi e che vivono forme di partecipazione) e gruppi della società civile.


IL SINODO DIOCESANO (3^parte) - foglietto s. Messa del 26 agosto 2018, pag.3.  (don Gigi).

Parliamo delle modalità di coinvolgimento in questa fase del Sinodo. Si chiede a consigli pastorali parrocchiali di non chiudersi a pensare le risposte al proprio interno ma, insieme ai parroci, di proporsi per la distribuzione delle schede di consultazione a più gruppi sinodali che si possono formare nelle comunità.

Si avrà cura di fare in modo che tute le questioni siano così equamente distribuite, sapendo che non tutti devono rispondere a tutto.

Concretamente si tratta di individuare nei consigli pastorali le realtà alle quali proporre un coinvolgimento, facendo da mediatori nella proposta delle aree tematiche e delle domande opportune per ogni contesto, ricordando la premessa per cui -ad esempio- non va chiesto solo ai giovani di riflettere sull’area tematica che li riguarda. Di conseguenza occorre attivare le relazioni necessarie per favorire il coinvolgimento dei gruppi individuati.

Un altro compito fondamentale è quello di informare circa la proposta e diffonderla, individuando persone disponibili per accompagnare la consultazione nei gruppi.

Si suggerisce, a tal fine, di:

Cogliere le occasioni già presenti nelle parrocchie e le circostanze che potrebbero avvicinare altri alla proposta, come manifestazioni sportive e culturali.

Invitare ai momenti formativi già previsti a livello vicariale o diocesano riguardo alle aree tematiche sinodali, per coinvolgere anche altri nella consultazione.

Far emergere le realtà che vivono già significative opere di misericordia.

Diffondere l’invito alla preghiera e alle proposte di animazione spirituale.

Non aver paura di utilizzare i vari mezzi di comunicazione per invitare a incontrarsi nei gruppi.

Far percepire che la Chiesa desidera mettersi in ascolto di tutti i suoi figli. Infine, è necessario accompagnare fin dai primi passi il cammino dei gruppi che si costituiscono per sostenerli nel lavoro di riflessione sull’area tematica.