Santuario della SS. Trinità Misericordia Maccio di Villa Guardia (CO)
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MERCOLEDì 23 OTTOBRE 2019: s. Messa, Adorazione Eucaristica e s. Rosario meditato (anima il "Gruppo di preghiera di Padre Pio").

«La sera di quel giorno, il primo della settimana, mentre erano chiuse le porte del luogo dove si trovavano i discepoli per timore dei Giudei, venne Gesù, stette in mezzo e disse loro: “Pace a voi!”.
Detto questo, mostrò loro le mani e il fianco.
E i discepoli gioirono  al vedere il Signore
». 









Parrocchia di Maccio

Santuario Diocesano Santissima Trinità Misericordia







OTTOBRE MISSIONARIO STRAORDINARIO

Mercoledì 23 Ottobre 2019

ore 20.30


s. Messa, 
segue Adorazione Eucaristica

s. Rosario meditato 
 

anima il "Gruppo di preghiera di Padre Pio"



(al termine della preghiera segue un incontro presso il Circolino, aperto a tutti) 





SENZA PREGHIERA NON C’È MISSIONE CRISTIANA

Omelia di padre Franco Moscone (s. Messa - domenica 7 luglio 2019). 

da: "Atti" del 31° Convegno Nazionale dei Gruppi di Preghiera di Padre Pio: "Le Operazioni dello Spirito Santo". San Giovanni Rotondo, 5-6-7 Luglio 2019.

(Lc 10, 1-12 - Dopo questi fatti il Signore designò altri settantadue discepoli e li inviò a due a due avanti a sé in ogni città e luogo dove stava per recarsi. Diceva loro: "La messe è molta, ma gli operai sono pochi. Pregate dunque il padrone della messe perché mandi operai per la sua messe.  Andate: ecco io vi mando come agnelli in mezzo a lupi; non portate borsa, né bisaccia, né sandali e non salutate nessuno lungo la strada. In qualunque casa entriate, prima dite: Pace a questa casa. Se vi sarà un figlio della pace, la vostra pace scenderà su di lui, altrimenti ritornerà su di voi. Restate in quella casa, mangiando e bevendo di quello che hanno, perché l'operaio è degno della sua mercede. Non passate di casa in casa. Quando entrerete in una città e vi accoglieranno, mangiate quello che vi sarà messo dinanzi, curate i malati che vi si trovano, e dite loro: Si è avvicinato a voi il regno di Dio. Ma quando entrerete in una città e non vi accoglieranno, uscite sulle piazze e dite: Anche la polvere della vostra città che si è attaccata ai nostri piedi, noi la scuotiamo contro di voi; sappiate però che il regno di Dio è vicino).


"Durante questi giorni del Convegno Nazionale abbiamo parlato, meditato sul tema Le operazioni dello Spirito, ed ora inizia il momento di metterle in pratica. Anch'io ho un aneddoto. Qualche anno fa, se ricordo bene nel 2013, ero in Colombia per presiedere il Capitolo della Provincia religiosa e, come si fa di solito, si inizia invitando il vescovo locale per la messa. Il Vescovo arrivò e disse così: «sono venuto qui a fare l'opera dello Spirito Santo. L'opera dello Spirito è il vento quindi vengo a scompigliarvi tutte le cose che avete preparato e che in questo momento potete avere in mente o programmato. Il mio lavoro è quello di mettere scompiglio, poi toccherà a voi, riflettendo, ricostruire l'ordine e trovare le direzioni». Questo è quello che abbiamo detto, quello che padre Luciano ha sottolineato: lo Spirito Santo non ci dà le soluzioni, ci dà gli strumenti, la forza per poter trovare eventuali soluzioni o meglio ancora, come dice Papa Francesco, per innescare dei processi coerenti al tempo in cui ci troviamo a essere testimoni del Vangelo.

Anche io avevo preparato qualche cosa per questa omelia, proprio dalla lettera di Padre Pio ad Antonietta Vona, che è da considerarsi il testo base per il prossimo anno. Ma questi due giorni sono stati nella mia mente, forse perché era il primo convegno a cui partecipavo, come il vento dello Spirito che ha scombussolato  tutto,  che  ha  creato  disordine,  che  ha  messo  una  cosa  sull'altra,  che  mi  ha  fatto  provare  una quantità diversa di emozioni, di sollecitazioni e anche di possibili idee. Per cui in questo momento sono confuso, ho bisogno di avere il tempo, il silenzio per trovare l'equilibrio che il Signore mi vuol dare.

Sono stato però contento che il testo evangelico di questa domenica (Lc 10, 1-12, 1-20) è citato da Padre Pio indirettamente proprio in questa lettera ad Antonietta Vona. Nella terza massima che è costituita da una domanda: «Che cosa vi è mancato?», domanda che Gesù pone agli Apostoli in un momento di difficoltà (Lc 22), Padre Pio per spiegare questa domanda fa riferimento al testo che abbiamo appena ascoltato, al testo missionario dell'invio dei settantadue  discepoli. Aveva mandato – dice Gesù – i  discepoli per tutto  il mondo senza denari, senza bastone, senza scarpe, senza bisacce, vestiti di una sola tunica e sottolineò “quando io vi ho così mandati, vi è forse mancato qualche cosa?”. È importante che lasciamo che il Signore ci faccia le domande giuste per poter poi trovare le risposte corrette e coerenti con la situazione e con il momento che viviamo.

Questo testo del Vangelo del capitolo 10 di Luca, il cosiddetto “mandato missionario”, penso possa essere anche letto da parte nostra, Gruppi di Preghiera di Padre Pio, come uno dei testi fondativi del nostro essere. Io non so quando Padre Pio pensò e sentì nel suo cuore il dono emergente dei gruppi di icona evangelica facesse riferimento – probabilmente a tutto il Vangelo –, ma questo testo può essere senza dubbio uno dei testi fondativi. Mi sembra che ci siano i temi principali del nostro essere “Gruppi di Preghiera”. Allora li voglio semplicemente elencare.

Gesù manda i settantadue in missione, ma la prima azione che affida ai settantadue missionari è la preghiera: «Pregate il padrone della messe». Poi dice anche il motivo: “perché mandi operai nella sua messe”, perché faccia crescere il vostro numero, perché siete settantadue, ma il mondo è molto più ampio, un numero minimo rispetto alle persone che il mondo conteneva. La prima azione missionaria che il Signore Gesù consegna ai missionari e che Padre Pio consegna ai suoi gruppi è quella di essere Gruppi di Preghiera. La preghiera e la missione camminano sempre insieme! Senza preghiera non c'è missione cristiana e una preghiera che non si faccia missione sarebbe puro devozionismo o voci di parole inutili e  vuote. Quindi, all'inizio di questo brano credo ci siamo noi, c'eravamo già noi in quel mandato di Gesù dei settantadue primi missionari.

Ma ci sono anche altri aspetti che sono l'anima dei gruppi di preghiera di Padre Pio. È bello che Padre Pio abbia fatto nascere, per lo meno nel suo cuore, insieme gruppi di preghiera e l'attenzione alla carità con Casa Sollievo. Tra il mandato di questi settantadue c'è “curate, guarite gli ammalati”.

Gli ammalati ovviamente di ogni genere, incominciando da chi lo è nel fisico. Perché, se ci estraniamo dal fisico, saremo solo dei gnostici, non dei cristiani. La prima malattia colpisce il fisico e di lì passa tutto il resto. La nostra preghiera, il nostro essere Gruppi di Preghiera è essenzialmente  per intercedere con la  preghiera e con l'azione, la vicinanza attiva e  curativa di tenerezza e di amore con chi ha bisogno, incominciando dagli ammalati. “Guarite i malati”, siamo in qualche modo, come Gruppi di Preghiera, tutti medici e infermieri anche se magari non abbiamo professionalmente fatto questa formazione, ma tutti medici e infermieri verso l'attenzione di chi ha bisogno. Tutti siamo capaci, se vogliamo, di dare la medicina della vicinanza, della tenerezza, del sostegno e dell‟aiuto anche materiale. Preghiera e guarigione in questo senso dicono, nel cuore di Padre Pio e del Vangelo, la stessa realtà. La preghiera che non diventa carità non è preghiera cristiana, non è dei Gruppi di Preghiera, secondo il pensiero di Gesù e di Padre Pio è paganesimo.

C'è  un  terzo  aspetto,  che  è  parte  integrante  della  nostra  vita:  la  pace.  Gesù  manda  in  missione  con l'impegno della preghiera e della guarigione per costruire la pace, per dire che, attraverso queste realtà, si può fare pace, pace a questa casa, a queste case che insieme fanno la città. Ebbene, i gruppi di preghiera nascono, nel pensiero e nel cuore di Padre Pio, nel momento in cui lo sconvolgimento della seconda guerra mondiale faceva dirompere la guerra e allontanare la pace. La nostra missione, attraverso la preghiera e la carità, è quella di diventare così costruttori di pace e testimoni di pace.

E oggi, come allora nel 1940, questo bisogno è sempre necessario, impellente e forse ancora più forte di allora, perché nel nostro mondo è evidente e presente una guerra, come la chiama Papa Francesco “la terza guerra mondiale a pezzettini”. A noi tocca come Gruppi ovunque nel mondo essere strumenti di formazione di pace, di costruzione di case e di città di pace. Se siamo così compiremo senza dubbio la nostra missione e saremo al servizio della Chiesa e del mondo intero.

Amen.




Preghiera scritta da Padre Pio allo Spirito Santo


“Amore increato, Spirito di luce e verità, fatti strada nella mia povera mente e fammi penetrare, per quanto è possibile a povera creatura come me, in quell’abisso di grazia, di purezza e di santità, ... in quel capolavoro insuperabile da qualsiasi altra opera creatrice che uscita fosse dalle tue mani: l’Immacolata!” (Ep. IV, 857
).