Santuario della SS. Trinità Misericordia Maccio di Villa Guardia (CO)
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Foglietto della s. Messa - 1 novembre 2019

1 NOVEMBRE -  TUTTI I SANTI - Solennità

Parrocchia S. Maria Assunta - Maccio

Santuario Santissima Trinità Misericordia

LA FESTA DI Tutti i Santi:

tutti siamo chiamati a diventare santi cioe’ amici del Signore

In tempi di ’crisi’, è urgente tornare all’essenzialità, anche nell’essere cristiani, cioè testimoniare ciò che conta davvero per vivere pienamente da uomini e da veri cristiani nel contesto storico attuale. Dopo l’esortazione di papa Francesco Gaudete et exultate (aprile 2019) sulla «chiamata alla santità nel mondo contemporaneo» potremmo dire che la chiamata alla santità non è più la stessa: ci ha dato una percezione nuova che la santità non è riservata a pochi ma è una via per tutti, come l’aveva affermato già il Concilio Vaticano II nella Lumen Gentium.

La santità è frutto della grazia di Dio, è una vita spesa nell’amore che non separa Dio e il prossimo, che è il comandamento centrale della carità e il cuore del Vangelo dalle parole stesse di Gesù: «Gesù ha spiegato con tutta semplicità che cos’è essere santi, e lo ha fatto quando ci ha lasciato le Beatitudini. Esse sono come la carta d’identità del cristiano». «Così, se qualcuno di noi si pone la domanda: “Come si fa per arrivare ad essere un buon cristiano?”, la risposta è semplice: è necessario fare, ognuno a suo modo, quello che dice Gesù nel discorso delle Beatitudini. In esse si delinea il volto del Maestro, che siamo chiamati a far trasparire nella quotidianità della nostra vita»

La santità della porta accanto: «Il Signore chiede tutto, e quello che offre è la vera vita, la felicità... Egli ci vuole santi e non si aspetta che ci accontentiamo di un’esistenza mediocre, annacquata, inconsistente» scrive papa Francesco ricordando che i santi non sono solo quelli già beatificati o canonizzati: «Mi piace vedere la santità nel popolo di Dio paziente: nei genitori che crescono con tanto amore i loro figli, negli uomini e nelle donne che lavorano per portare il pane a casa, nei malati, nelle religiose anziane che continuano a sorridere... Questa è tante volte la santità “della porta accanto”, di quelli che vivono vicino a noi e sono un riflesso della presenza di Dio» (GeE 7).

In questi giorni di Ognissanti potremmo rifare l’esperienza di cosa voglia dire “vivere cristianamente” questa festa (a volte quello che manca ai ragazzi d’oggi è fare esperienza dei valori cristiani): visitare il cimitero con la famiglia, andare insieme a trovare una persona che è rimasta vedova di recente, raccontare qualche storia di santi o leggere qualcosa della vita di un santo…oltre che partecipare come famiglia alle Messe dei Santi e dei defunti... Tutto questo vale più di tante “lezioni” di catechismo. O le vediamo come ‘cose del passato’? … don Gigi