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Messaggio per la Quaresima 2021 di mons. Oscar Cantoni, Vescovo di Como


Messaggio per la Quaresima 2021

DAL SITO: www.diocesidicomo.it

Carissimi,

Vi invito ad affrontare il tempo liturgico della Quaresima, in questa perdurante situazione di pandemia, come una nuova occasione che il Signore, crocifisso e risorto, ci offre per disporci a condividere la sua passione, ossia la totale consegna di sé. Potremo così imparare a constatare i fermenti di vita nuova, frutto della sua risurrezione, che oggi già alimentano la vita della Chiesa e del mondo, al di là di ogni avversità. Scriveva Madelaine Delbrêl: “Niente accade senza che Dio lo permetta e Dio niente permette che non possa tornare a sua gloria”.


Valorizzare la crisi come sfida per il futuro

La luce sfolgorante della gloria pasquale, ossia la vittoria piena dell’amore ci deve rendere certi che anche in questa dolorosa, drammatica situazione, il Signore Gesù è vivo tra noi e può aiutarci a trovarne il senso.

È certo una notevole fatica scoprire le opportunità di vita nuova, nascoste all’interno di questi mesi, ma è importante che questa situazione non passi inosservata. A tale proposito, papa Francesco ha commentato che “peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi”.

Aiutiamoci, dunque, vicendevolmente, ad accogliere i segni pasquali, presenti dentro questo tempo di complessità, che tuttavia dobbiamo pazientemente decifrare, anche se a fatica.

Come cristiani, mediante un comune discernimento, abbiamo il compito di trasformare questa fase critica della nostra storia in una occasione di conversione missionaria della pastorale, mentre, nello stesso tempo, ci confrontiamo con gli uomini del nostro tempo per offrire una corretta interpretazione degli eventi che ci stimolano a una nuova ripartenza.


Una presenza di speranza

Come cristiani e come cittadini siamo chiamati innanzitutto a una “presenza di speranza”, che invoca cammini di comunione e di corresponsabilità, mediante un’opera di riconciliazione a vantaggio di tutti, a partire dai più vulnerabili e dagli ultimi della società.

Dal momento che “tutto è connesso”, l’impegno o il disimpegno dei singoli ricade sugli altri, così che il dovere di proteggere se stessi è legato all’impegno di responsabilità verso gli altri.

All’interno delle criticità che attraversiamo, vogliamo affrontare le diverse fragilità in modo che nessuno sia lasciato solo di fronte allo scombussolamento psicologico, economico e spirituale che stiamo sperimentando.

I dati che riceviamo registrano situazioni allarmanti, derivate dalla solitudine, dall’isolamento sociale, dall’aumento delle malattie legate al disagio mentale, dalle nuove povertà. Sono soprattutto i malati, i giovani, gli anziani, i disabili, le famiglie ridotte in povertà dalla crisi economica le categorie che particolarmente ci interpellano.


Il “vaccino del cuore”

Il cammino quaresimale include per noi cristiani, soprattutto, l’impegno (e non solo il proposito!) di iniettare uno “speciale vaccino”, quello del cuore, che ci chiama a riconciliarci con Dio, innanzitutto mediante la celebrazione del sacramento della Penitenza, che in questo periodo è stato trascurato! I nostri sacerdoti saranno a disposizione per questo prezioso ministero, come uno dei loro impegni prioritari, soprattutto promuovendo un incontro personale, di cui tante persone sono prive da molto tempo.

Nello stesso tempo, siamo invitati a prenderci responsabilmente cura degli altri, soprattutto di quanti la società considera come un peso, superando quel clima di generale indifferenza che ci distoglie dal riconoscerci tutti “sulla stessa barca”.


“Fratelli tutti”: un impegno comune

Vi invito, pertanto, ad avvalervi della lettura, meditata e attualizzata, della recente enciclica di papa Francesco “Fratelli tutti”, quale comune impegno quaresimale, aiutati anche da schede di approfondimento e da occasioni di confronto, proposte dai nostri uffici diocesani. Per costruire una vera fraternità occorre partire dalla consapevolezza che viviamo in un mondo senza frontiere e che in questa situazione la vera fratellanza è una esigenza ineludibile. “Ci chineremo per toccare e guarire le ferite degli altri?” (FT 70).


Comunicare i segni di rinascita

Un altro modo per sentirci in comunione di intenti tra noi, tra gli sconvolgimenti e le incertezze che sperimentiamo, è quello di trasmetterci reciprocamente quelle belle “iniziative di carità” che, come singoli e come parrocchie, stiamo realizzando, illustrate da molteplici esempi concreti. Potranno essere segnalate e commentate sul nostro “Settimanale” nelle settimane di Quaresima e di Pasqua.

Tutti, inoltre, abbiamo il compito di preparare la Chiesa di domani, a partire da nuove possibilità ancora inesplorate, ma che possono diventare nuove vie di comunione e di evangelizzazione, proprio come frutto di questi mesi.

E’ bello sentirsi Chiesa che cerca insieme le risposte alle domande suscitate dal tempo della pandemia, una Chiesa che si fa compagna di strada con tutti coloro che ricercano la verità, che si interrogano sul significato della vita e della morte, temi che facilmente emergono e per i quali i cristiani devono poter offrire significative riflessioni.

E’ utile comunicarci, quale dono offerto umilmente a tutti, quei “segni di speranza” che come fratelli nella fede possiamo valorizzare. Essi possono incoraggiarci nel promuovere, nel nostro vissuto personale e comunitario, scelte di solidarietà e di amicizia sociale, gesti di vicinanza e di fraternità, nei confronti degli anziani, dei malati o delle persone sole, dei bambini, di gente senza casa, di migranti, o di famiglie in difficoltà, ecc…

La comunicazione di queste “buone opere” ci aiuteranno a scoprire nuovi modi di vivere il Vangelo dopo la pandemia, ci permetteranno di “aprirci gli occhi” su tante possibili nuove vie di evangelizzazione che questo tempo ci dischiude, spesso a nostra insaputa. Sarà così possibile passare dalla “cultura della crisi”, dettata dalla emergenza, alla “cultura della progettualità”, un utile e qualificato servizio anche al Sinodo sulla Misericordia, proprio nel momento in cui stiamo raccogliendo le diverse e sempre nuove “testimonianze di vita evangelica” da proporre nel nostro cammino di   Chiesa, per i prossimi anni.

Non possiamo dimenticare quanto ha auspicato il Papa nel suo storico discorso alla Chiesa italiana, radunata a Firenze, nel 2015: “Desidero una Chiesa lieta col volto di mamma, che comprende, accompagna, accarezza. Sognate anche voi questa Chiesa, credete in essa, innovate con libertà”.

Prendersi cura delle nostre Missioni

Infine, come è tradizione nella nostra Diocesi, la Quaresima è una stagione liturgica in cui sottolineare con maggiore evidenza e incisività la vita della nostra attuale Missione in Perù e prossimamente in Mozambico. Potremo così aiutare i nostri missionari che operano nella diocesi di Carabayllo ad accompagnare e sostenere spiritualmente ed economicamente i membri di quella Chiesa, già in estrema povertà, ma aggravata dalla crisi pandemica. Se avremo riconosciuto la forza dell’amore di Dio, nella nostra vita personale e comunitaria, non potremo fare a meno di condividere ciò che abbiamo visto e sperimentato.

Vi auguro, dunque, un operoso cammino quaresimale, accompagnato dal Signore Gesù, che ci ama e continua a dare la vita per noi, perché possiamo impegnarci, a nostra volta, a dare la vita per Lui e per i nostri fratelli, particolarmente i poveri, nei quali Egli ama identificarsi.

Buona Quaresima a tutti, già pregustando la gioia della Pasqua!




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