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Domenica 25 luglio 2021: PREGHIERA per la prima GIORNATA MONDIALE DEI NONNI E DEGLI ANZIANI. Messaggio di Papa francesco.

Cari nonni, care nonne!

Io sono con te tutti i giorni” (cfr Mt 28,20) è la promessa che il Signore ha fatto ai discepoli prima di ascendere al cielo e che oggi ripete anche a te, caro nonno e cara nonna. A te. “Io sono con te tutti i giorni” sono anche le parole che da Vescovo di Roma e da anziano come te vorrei rivolgerti in occasione di questa prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: tutta la Chiesa ti è vicina – diciamo meglio, ci è vicina –: si preoccupa di te, ti vuole bene e non vuole lasciarti solo! (...)



PREGHIERA

PER LA PRIMA GIORNATA MONDIALE
DEI NONNI E DEGLI ANZIANI



Ti rendo grazie, Signore,

per il conforto della Tua presenza:
anche nella solitudine,
sei la mia speranza, la mia fiducia;
fin dalla giovinezza, mia roccia e mia fortezza tu sei!

Ti ringrazio per avermi donato una famiglia

e per la benedizione di una lunga vita.
Ti ringrazio per i momenti di gioia e di difficoltà,
per i sogni realizzati e quelli ancora davanti a me.
Ti ringrazio per questo tempo di rinnovata fecondità
a cui mi chiami.

Accresci, o Signore, la mia fede,

rendimi uno strumento della tua pace;
insegnami ad accogliere chi soffre più di me,
a non smettere di sognare
e a narrare le Tue meraviglie alle nuove generazioni.

Proteggi e guida papa Francesco e la Chiesa,

perché la luce del Vangelo giunga ai confini della terra.

Manda il Tuo Spirito, o Signore, a rinnovare il mondo,

perché si plachi la tempesta della pandemia,
i poveri siano consolati e termini ogni guerra.

Sostienimi nella debolezza,

e donami di vivere in pienezza
ogni istante che mi doni,
nella certezza che sei con me ogni giorno
fino alla fine del mondo.
Amen.

______________________________



MESSAGGIO
DEL SANTO PADRE FRANCESCO 
IN OCCASIONE DELLA I GIORNATA MONDIALE
DEI NONNI E DEGLI ANZIANI

25 luglio 2021

"Io sono con te tutti i giorni"
  


Cari nonni, care nonne!

“Io sono con te tutti i giorni” (cfr Mt 28,20) è la promessa che il Signore ha fatto ai discepoli prima di ascendere al cielo e che oggi ripete anche a te, caro nonno e cara nonna. A te. “Io sono con te tutti i giorni” sono anche le parole che da Vescovo di Roma e da anziano come te vorrei rivolgerti in occasione di questa prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani: tutta la Chiesa ti è vicina – diciamo meglio, ci è vicina –: si preoccupa di te, ti vuole bene e non vuole lasciarti solo!

So bene che questo messaggio ti raggiunge in un tempo difficile: la pandemia è stata una tempesta inaspettata e furiosa, una dura prova che si è abbattuta sulla vita di ciascuno, ma che a noi anziani ha riservato un trattamento speciale, un trattamento più duro. Moltissimi di noi si sono ammalati, e tanti se ne sono andati, o hanno visto spegnersi la vita dei propri sposi o dei propri cari, troppi sono stati costretti alla solitudine per un tempo lunghissimo, isolati.

Il Signore conosce ognuna delle nostre sofferenze di questo tempo. Egli è accanto a quanti vivono l’esperienza dolorosa di essere messi da parte; la nostra solitudine – resa più dura dalla pandemia – non gli è indifferente. Una tradizione narra che anche San Gioacchino, il nonno di Gesù, fu allontanato dalla sua comunità perché non aveva figli; la sua vita – come quella della sua sposa Anna – era considerata inutile. Ma il Signore gli mandò un angelo per consolarlo. Mentre egli, rattristato, rimaneva fuori dalle porte della città, gli apparve un inviato del Signore per dirgli: “Gioacchino, Gioacchino! Il Signore ha esaudito la tua insistente preghiera”.  Giotto, in un suo famoso affresco,  sembra collocare la scena di notte, una di quelle tante nottate insonni, popolate di ricordi, preoccupazioni e desideri alle quali molti di noi siamo abituati.

Ma anche quando tutto sembra buio, come in questi mesi di pandemia, il Signore continua ad inviare angeli a consolare la nostra solitudine e a ripeterci: “Io sono con te tutti i giorni”. Lo dice a te, lo dice  me, a tutti. È questo il senso di questa Giornata che ho voluto si celebrasse per la prima volta proprio in quest’anno, dopo un lungo isolamento e una ripresa della vita sociale ancora lenta: che ogni nonno, ogni anziano, ogni nonna, ogni anziana – specialmente chi tra di noi è più solo – riceva la visita di un angelo!

Alcune volte essi avranno il volto dei nostri nipoti, altre dei familiari, degli amici di sempre o di quelli che abbiamo conosciuto proprio in questo momento difficile. In questo periodo abbiamo imparato a comprendere quanto siano importanti per ognuno di noi gli abbracci e le visite, e come mi rattrista il fatto che in alcuni luoghi queste non siano ancora possibili!

Il Signore, però, ci invia i suoi messaggeri anche attraverso la Parola di Dio, che Egli mai fa mancare alla nostra vita. Leggiamo ogni giorno una pagina del Vangelo, preghiamo con i Salmi, leggiamo i Profeti! Rimarremo commossi della fedeltà del Signore. La Scrittura ci aiuterà anche a comprendere quello che il Signore chiede alla nostra vita oggi. Egli, infatti, manda gli operai nella sua vigna ad ogni ora del giorno (cfr Mt 20,1-16), in ogni stagione della vita. Io stesso posso testimoniare di aver ricevuto la chiamata a diventare Vescovo di Roma quando avevo raggiunto, per così dire, l’età della pensione e già immaginavo di non poter più fare molto di nuovo. Il Signore sempre è vicino a noi, sempre, con nuovi inviti, con nuove parole, con la sua consolazione, ma sempre è vicino a noi. Voi sapete che il Signore è eterno e non va mai in pensione, mai.

Nel Vangelo di Matteo, Gesù dice agli Apostoli: «Andate dunque e fate discepoli tutti i popoli, battezzandoli nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo, insegnando loro a osservare tutto ciò che vi ho comandato» (28,19-20). Queste parole sono rivolte anche a noi oggi e ci aiutano a comprendere meglio che la nostra vocazione è quella di custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Ascoltate bene: qual è la vocazione nostra oggi, alla nostra età? Custodire le radici, trasmettere la fede ai giovani e prendersi cura dei piccoli. Non dimenticate questo.

Non importa quanti anni hai, se lavori ancora oppure no, se sei rimasto solo o hai una famiglia, se sei diventato nonna o nonno da giovane o più in là con gli anni, se sei ancora autonomo o se hai bisogno di essere assistito, perché non esiste un’età per andare in pensione dal compito di annunciare il Vangelo, dal compito di trasmettere le tradizioni ai nipoti. C’è bisogno di mettersi in cammino e, soprattutto, di uscire da sé stessi per intraprendere qualcosa di nuovo.

C’è, dunque, una vocazione rinnovata anche per te in un momento cruciale della storia. Ti chiederai: ma come è possibile? Le mie energie vanno esaurendosi e non credo di poter fare molto. Come posso incominciare a comportarmi in maniera differente quando l’abitudine è divenuta la regola della mia esistenza? Come posso dedicarmi a chi è più povero quando ho già tanti pensieri per la mia famiglia? Come posso allargare il mio sguardo se non mi è nemmeno consentito uscire dalla residenza in cui vivo? La mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Quanti di voi si fanno questa domanda: la mia solitudine non è un macigno troppo pesante? Gesù stesso si è sentito rivolgere una domanda di questo tipo da Nicodemo, il quale gli chiese: «Come può nascere un uomo quando è vecchio?» (Gv 3,4). Ciò può avvenire, risponde il Signore, aprendo il proprio cuore all’opera dello Spirito Santo che soffia dove vuole. Lo Spirito Santo, con quella libertà che ha, va dappertutto e fa quello che vuole.

Come ho più volte ripetuto, dalla crisi in cui il mondo versa non usciremo uguali: usciremo migliori o peggiori. E «voglia il Cielo che […] non sia stato l’ennesimo grave evento storico da cui non siamo stati capaci di imparare – siamo duri di testa noi! –. Che non ci dimentichiamo degli anziani morti per mancanza di respiratori […]. Che un così grande dolore non sia inutile, che facciamo un salto verso un nuovo modo di vivere e scopriamo una volta per tutte che abbiamo bisogno e siamo debitori gli uni degli altri, affinché l’umanità rinasca» (Enc. Fratelli tutti, 35). Nessuno si salva da solo. Debitori gli uni degli altri. Fratelli tutti.

In questa prospettiva, vorrei dirti che c’è bisogno di te per costruire, nella fraternità e nell’amicizia sociale, il mondo di domani: quello in cui vivremo – noi con i nostri figli e nipoti – quando la tempesta si sarà placata. Tutti «dobbiamo essere parte attiva nella riabilitazione e nel sostegno delle società ferite» (ibid., 77). Tra i diversi pilastri che dovranno sorreggere questa nuova costruzione ce ne sono tre che tu, meglio di altri, puoi aiutare a collocare. Tre pilastri: i sogni, la memoria e la preghiera. La vicinanza del Signore donerà la forza per intraprendere un nuovo cammino anche ai più fragili tra di noi, per le strade del sogno, della memoria e della preghiera.

Il profeta Gioele pronunciò una volta questa promessa: «I vostri anziani faranno sogni, i vostri giovani avranno visioni» (3,1). Il futuro del mondo è in questa alleanza tra i giovani e gli anziani. Chi, se non i giovani, può prendere i sogni degli anziani e portarli avanti? Ma per questo è necessario continuare a sognare: nei nostri sogni di giustizia, di pace, di solidarietà risiede la possibilità che i nostri giovani abbiano nuove visioni, e si possa insieme costruire il futuro. È necessario che anche tu testimoni che è possibile uscire rinnovati da un’esperienza di prova. E sono sicuro che non sarà l’unica, perché nella tua vita ne avrai avute tante e sei riuscito a uscirne. Impara anche da quella esperienza a uscirne adesso.

I sogni sono, per questo, intrecciati con la memoria. Penso a quanto è preziosa quella dolorosa della guerra e a quanto da essa le nuove generazioni possono imparare sul valore della pace. E sei tu a trasmettere questo, che hai vissuto il dolore delle guerre. Ricordare è una vera e propria missione di ogni anziano: la memoria, e portare la memoria agli altri. Edith Bruck, che è sopravvissuta al dramma della Shoah, ha detto che «anche illuminare una sola coscienza vale la fatica e il dolore di tenere vivo il ricordo di quello che è stato – e continua –. Per me la memoria è vivere». Penso anche ai miei nonni e a quanti di voi hanno dovuto emigrare e sanno quanto è faticoso lasciare la propria casa, come fanno ancora oggi in tanti alla ricerca di un futuro. Alcuni di loro, forse, li abbiamo accanto e si prendono cura di noi. Questa memoria può aiutare a costruire un mondo più umano, più accogliente. Ma senza la memoria non si può costruire; senza delle fondamenta tu mai costruirai una casa. Mai. E le fondamenta della vita sono la memoria.

Infine la preghiera. Come ha detto una volta il mio predecessore, Papa Benedetto, santo anziano che continua a pregare e a lavorare per la Chiesa, disse così: «La preghiera degli anziani può proteggere il mondo, aiutandolo forse in modo più incisivo che l’affannarsi di tanti».  Questo lo ha detto quasi alla fine del suo pontificato, nel 2012. È bello. La tua preghiera è una risorsa preziosissima: è un polmone di cui la Chiesa e il mondo non possono privarsi (cfr Esort. ap. Evangelii gaudium, 262). Soprattutto in questo tempo così difficile per l’umanità, mentre stiamo attraversando, tutti sulla stessa barca, il mare tempestoso della pandemia, la tua intercessione per il mondo e per la Chiesa non è vana, ma indica a tutti la serena fiducia di un approdo.

Cara nonna, caro nonno, nel concludere questo mio messaggio, vorrei indicare anche a te l’esempio del Beato – e prossimamente santo – Charles de Foucauld. Egli visse come eremita in Algeria e in quel contesto periferico testimoniò «la sua aspirazione a sentire qualunque essere umano come un fratello» (Enc. Fratelli tutti, 287). La sua vicenda mostra come sia possibile, pur nella solitudine del proprio deserto, intercedere per i poveri di tutto il mondo e diventare davvero un fratello e una sorella universale.

Chiedo al Signore che, anche grazie al suo esempio, ciascuno di noi allarghi il suo cuore e lo renda sensibile alle sofferenze degli ultimi e capace di intercedere per loro. Che ciascuno di noi impari a ripetere a tutti, e in particolare ai più giovani, quelle parole di consolazione che oggi abbiamo sentito rivolte a noi: “Io sono con te tutti i giorni”. Avanti e coraggio! Che il Signore vi benedica.



Decreto della Penitenzieria Apostolica circa la concessione dell’Indulgenza in occasione della Giornata mondiale dei Nonni e degli Anziani:

La Penitenzieria Apostolica, al fine di aumentare la devozione dei fedeli e di procurare la salvezza delle anime, in forza delle facoltà ad essa attribuite dal Sommo Pontefice Francesco Papa per Provvidenza Divina, accogliendo la recente richiesta presentata dall'Eminentissimo Signor Cardinale di Santa Romana Chiesa Kevin Joseph Farrell, Prefetto del Dicastero per i Laici, la Famiglia e la Vita, in occasione della Prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, recentemente istituita dal Sommo Pontefice alla quarta Domenica del mese di Luglio, concede benignamente dai tesori celestiali della Chiesa l'Indulgenza Plenaria, alle consuete condizioni (confessione sacramentale, comunione eucaristica e preghiera secondo le intenzioni del Sommo Pontefice) ai nonni, agli anziani e a tutti i fedeli che, motivati dal vero spirito di penitenza e carità, parteciperanno il 25 Luglio 2021, in occasione della Prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani, alla solenne celebrazione che il Santissimo Padre Francesco presiederà nella Basilica Papale Vaticana oppure alle diverse funzioni che si svolgeranno in tutto il mondo, i quali potranno applicarla anche come suffragio alle anime del Purgatorio.

Questo Tribunale della Misericordia concede ugualmente l'Indulgenza Plenaria in questo stesso giorno ai fedeli che dedicheranno del tempo adeguato a visitare in presenza o virtualmente i fratelli anziani bisognosi o in difficoltà (come i malati, gli abbandonati, i disabili e simili).

Potranno ugualmente conseguire l'Indulgenza Plenaria, premesso distaccamento a qualsiasi peccato e l'intenzione di adempiere appena possibile le tre consuete condizioni, gli anziani malati e tutti coloro che, impossibilitati di uscire dalla propria casa per grave motivo, si uniranno spiritualmente alle funzioni sacre della Giornata Mondiale, offrendo al Dio Misericordioso le loro preghiere, dolori o sofferenze della propria vita, soprattutto mentre si trasmetteranno tramite i mezzi televisivi, radiofonici ma anche tramite i nuovi mezzi di comunicazione sociale le parole del Sommo Pontefice e le celebrazioni.

Per cui, affinché venga reso più facile l'accesso al perdono divino per mezzo delle Chiavi della Chiesa, per carità pastorale, questa Penitenzieria chiede fermamente ai sacerdoti, muniti delle opportune facoltà per ascoltare le confessioni, di rendersi disponibili, con spirito pronto e generoso, per la celebrazione della Penitenza.

Il presente decreto è valido per la Prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani. Nonostante qualsiasi disposizione contraria.




dalla: Conferenza Stampa di presentazione della prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani e del Messaggio preparato dal Santo Padre per l'occasione, 22.06.2021.


Intervento del Dott. Vittorio Scelzo

Vorrei darvi alcune informazioni in merito allo svolgimento della prima Giornata Mondiale dei Nonni e degli Anziani che sarà celebrata quest’anno per la prima volta il 25 luglio e illustrarvi il materiale che da oggi il nostro Dicastero mette a disposizione. A partire dalle 12.00, sul sito www.amorislaetitia.va troverete il messaggio del Santo Padre per la Giornata, sia in video che in una versione semplice da stampare e consegnare agli anziani; ci saranno, inoltre, la preghiera composta per l'occasione, alcuni suggerimenti pastorali su come celebrare la Giornata, un sussidio liturgico e una raccolta delle parole del Santo Padre sugli anziani.

Fin dall’inizio abbiamo immaginato una Giornata il più possibile decentrata per fare il messaggio ad ogni nonno ed ogni anziano, anche ai più soli. Quest’anno, poi, siamo consapevoli che molti saranno ancora impossibilitati a partecipare a qualsiasi tipo di appuntamento pubblico a causa delle restrizioni per la pandemia. Del resto, anche in luoghi, come l’Italia, nei quali la situazione sanitaria è in miglioramento e permetterebbe di recarsi in chiesa, molti anziani sono ancora spaventati o impossibilitati a farlo.

Per questo, la Giornata sarà un'occasione per vivere la Chiesa in uscita. Immaginiamo che i nipoti consegnino il messaggio del Santo Padre ai propri nonni e che i ragazzi delle nostre parrocchie e delle nostre comunità ecclesiali escano e vadano a cercare gli anziani soli del proprio quartiere per dir loro “Io sono con te ogni giorno”. Non è un caso che il messaggio sia stato firmato dal Santo Padre il giorno della Visitazione. Quel brano evangelico descrive plasticamente lo svolgimento della Giornata: una giovane donna che si reca in fretta a visitare una sua parente anziana per manifestarle il suo affetto ed aiutarla concretamente.

Anche Gioacchino, il nonno di Gesù, che viveva ai margini della sua città, ricevette la visita di un angelo che gli disse che la sua preghiera era stata ascoltata (è l’immagine che abbiamo scelto come logo). Gli angeli esistono ed i nostri giovani possono diventarlo se aiutano gli anziani ad uscire dall’isolamento. Il Papa descrive la solitudine come un macigno, ma sappiamo che le pietre pesanti possono essere rotolate vie.

Si tratta di un gesto radicato nella tradizione cristiana – tanto che due delle opere di misericordia sono visite: quella ai malati e quella ai carcerati –, che oggi acquista un significato ulteriore. Per più di un anno, incontrarci è stato quasi impossibile. Andare a trovare un anziano solo è un modo per riappropriarci di un minimo di normalità e per resistere all’idea che la solitudine sia un destino. Chiaramente, invitiamo tutti a rispettare rigorosamente le disposizioni sanitarie di ogni singolo paese, ma in molti luoghi oggi incontrarsi – con le dovute cautele – è possibile e non possiamo abituarci all'idea che stare lontani gli uni dagli altri sia normale.

Durante la visita dei nipoti ai propri nonni e dei giovani agli anziani soli, si possono consegnare il messaggio del Papa o può ascoltare il video, si può pregare con la preghiera preparata per la Giornata e si può regalare un fiore o fare un piccolo dono.

A Roma, il 25 luglio alle ore 10.00, il Santo Padre celebrerà una messa con i nonni e gli anziani della sua diocesi. Ad essa parteciperanno un numero ristretto di persone, in ottemperanza alle disposizioni sanitarie che saranno in vigore in quel periodo.

Allo stesso modo, ogni diocesi ed ogni parrocchia potrebbe dedicare una delle messe domenicali alla celebrazione della Giornata. Ad essa suggeriamo di far partecipare di persona il maggior numero di nonni e di anziani possibile, perché la loro presenza sia un segno manifesto dell’importanza che essi hanno nella comunità. Allo stesso modo – nei giorni precedenti e successivi al 25 luglio – si possono organizzare celebrazioni eucaristiche o preghiere negli ospedali o nelle residenze per anziani. Il nostro desiderio è che davvero tutti i nonni e tutti gli anziani partecipino alla Giornata.

Il modo in cui ogni diocesi o comunità celebrerà la Giornata sarà probabilmente – ed auspicabilmente – piuttosto differente ed adattato alle necessità pastorali di ogni contesto. Laddove già esiste una tradizione in questo senso, invitiamo a mantenerla.
Un suggerimento che ci sentiamo di dare è quello di dedicare una memoria particolare agli anziani che sono morti a causa del Coronavirus. Sappiamo tutti quanti siano stati coloro che ci hanno lasciato senza che fosse possibile nemmeno celebrarne i funerali. Una memoria – magari leggendo i loro nomi ed accendendo una candela – potrebbe essere un gesto prezioso di riconciliazione per ogni piccola comunità.

Poco più di un mese ci separa dalla Giornata, è un tempo piuttosto ristretto per iniziare ad organizzarne la celebrazione. Fra qualche giorno pubblicheremo il video della preghiera recitata dal Santo Padre insieme ad anziani di ogni parte del mondo (tra di loro c’è anche il vescovo più anziano del mondo che ha 101 anni). In questi giorni lanceremo una campagna social ed invitiamo tutti – in particolare i più giovani – a raccontare le visite e le iniziative che nasceranno utilizzando l’hashtag #IamWithYouAlways.


dal sito: https://www.vatican.va


http://www.laityfamilylife.va/content/laityfamilylife/it/amoris-laetitia/iniziative-e-risorse/giornata-mondiale-e-anziani.html