Racconto del viaggio in Kenya – 25/09/2026

Racconto del viaggio in Kenya da parte dei giovani

Venerdì 25 settembre alle ore 21.00 presso il salone dell’oratorio

I nostri giovani rientrati dal Kenya

di don Gigi – 30 agosto 2021

Ci è stato detto che l’esperienza missionaria inizia il giorno in cui si ritorna a casa. Sembra una provocazione, ma è così: fin quando si sta via, si è dentro l’esperienza, non ci si accorge, si ha la testa occupata da tante impressioni, suggestioni, emozioni, sentimenti.

Quando si torna a casa, alla propria routine quotidiana, e si comincia a ripensare, a ‘rimuginare’ tutto quello che si è vissuto sulla propria pelle, si è visto coi propri occhi, si è avvertito nel proprio cuore, è allora che la missione inizia dentro di te.
Ci fidiamo di queste parole di padre Maurizio Binaghi –il comboniano originario di Busto Garolfo (VA) amico del nostro padre Stefano Giudici, che ci ha guidati nei 14 giorni della nostra permanenza in Kenya– parole che ci aveva lasciate sin dal primo giorno, per imparare a discernere questa esperienza e permetterle di “parlare” alla nostra vita personale e comunitaria.

Sono stati quattordici giorni bellissimi, ’volati via’ d’un baleno, ognuno diverso dall’altro, ognuno carico di forti emozioni.

La prima settimana, dal 12 agosto (giorno dell’arrivo) al 19 agosto, l’abbiamo trascorsa in periferia a Nairobi, a Ongàta Rongài presso il centro di riabilitazione di ragazzi di strada “Napènda Kuìshi” che significa “io amo vivere”; vivevamo in una casa tutta per noi –la guest house– e al mattino facevamo esperienze e visite suggerite da P. Maurizio (visita a Nairobi, alla baraccopoli di Korogocho e alle opere comboniane lì presenti, alla scuola professionale di Kibiko, e qualche esperienza culturale e ricreativa), mentre al pomeriggio ci dedicavamo a stare coi ragazzi della “Napenda”, una sorta di comunità-recupero di adolescenti che hanno accettato la riabilitazione educativa come ‘alternativa’ alla strada (droghe, crimini, abbandoni, miseria e povertà…) per un futuro diverso.

La seconda settimana, dal mercoledì 19 agosto al 26 ci siamo trasferiti in Turkana, la regione all’estremo nord-ovest del Kenya, la più povera e arretrata ove i comboniani gestiscono la parrocchia ‘Christ Risen’ nella vivace città di Lodwar. Lì abbiamo condiviso la vita rurale della comunità, visitando anche l’ospedale di Kàkuma (un po’ malconcio, e dedicato –pensate!– alla “Divina Misericordia”) di cui P. Maurizio è amministratore da circa un mese, e passando dalla zona desertica che si affaccia alle sponde del naturalistico Lago Turkana (raggiungendolo con un’escursione tipo ‘safari’ a bordo di 3 jeep in pieno deserto).
Il 27 agosto abbiamo ripreso la strada del ritorno in Italia.

Avremo modo di poter condividere nei dettagli questa esperienza con la Comunità parrocchiale e con chi vorrà saperne di più: come è andata, cosa abbiamo fatto, chi abbiamo incontrato, cosa abbiamo imparato, ecc., ma per ora ci limitiamo a riportare solo queste prime impressioni:

L’Africa è bella! Vivace, piena di vita e di contraddizioni sociali. C‘è molto da scoprire confrontandosi e mettendosi a disposizione, in ascolto, in sintonia con chi si incontra. C’è una sapienza da cui imparare: il tempo, le relazioni, i gesti, il sorriso, il linguaggio comunicativo (alternativo alle parole), il poco condiviso, l’essenziale per vivere, sono solo alcune di queste intuizioni…

Non siamo andati a insegnare o a fare qualcosa, ma ad imparare! Ci è stato detto: “Missionario non è uno che va a convertire gli altri, ma a convertire se stesso grazie agli altri” (…e solo allora avrà qualcosa da dare agli altri); sarebbe bello davvero cambiare un po’ noi stessi prima di pretendere di cambiare il mondo!

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