ottobre Missionario – lettera di don Filippo dal Mozambico

Mai soli

(lettera di don Filippo dal Mozambico)

Passa lento il tempo in missione, i cambiamenti veri in Mozambico emergono in modo impercettibile e le cose clamorose, in questi villaggi sperduti, vengono facilmente riassorbite senza sorpresa: il tessuto della vita è fatto di malattie, lutti, raccolti, furti, nascite (tantissime), prezzi che aumentano, inganni piccoli e grandi… In questo ritmo noi ci inseriamo con fatica, a volte spingiamo per provocare un cambiamento e ci rendiamo presto conto che siamo andati avanti da soli e senza effetto. A volte invece i cambiamenti ci sorprendono, magari ci arrivano addosso e ce ne rendiamo conto a cose fatte: meglio prenderne atto e tentare altre strade.

Adesso abbiamo una compagnia che ci aiuta a fare fraternità: Marina Leoni, vergine consacrata di Como, da poco ha fatto sei mesi di vita con noi due preti ed è una autentica benedizione! Non mi piace spingere sulla retorica, ma una presenza femminile è una ricchezza innegabile, e , nonostante Marina sia la più anziana del nostro terzetto diocesano, è piena di entusiasmo, adattabilità e spirito positivo. Io, don Angelo e Marina non siamo soli, anche se un po’ marginali, nel panorama della chiesa locale: tanti preti, suore, amici che tifano per noi e ci tengono a dimostrarci la loro accoglienza e vicinanza. Da poco si è conclusa la visita del vescovo di Nacala, don Alberto: ha fatto un giro di centoventi cresime in tre giorni correndo sulle nostre strade polverose, sopportando i nostri blackout energetici che gli hanno impedito di vedere l’amato real Madrid, e ci ha incoraggiato a continuare con la riabilitazione della chiesa (adesso preghiamo al coperto, ma ci manca ancora parecchio) e il rafforzamento della comunità cristiana.

Altra visita è venuta dall’Italia: una compagnia variegata di cinque persone ha passato tre settimane con noi. Volevano vedere una terra lontana e respirare un po’ della nostra quotidianità: il loro sguardo ci ha aiutato a capire meglio noi stessi, le contraddizioni e il senso dei nostri poveri tentativi. Le tisane, i salami e i formaggi sono stati molto graditi! Sapere, poi, che tanti gruppi ci sostengono economicamente nelle cose che facciamo è una spinta in più: è pure una responsabilità, io personalmente sento tanto l’inadeguatezza nel gestire le offerte, vorrei che chi sta male possa ricevere consolazione e una opportunità, da noi o da altri che conosciamo. Vorremmo, non sempre capiamo, non sempre riusciamo. Ma ci proviamo.

Il tema di questo ottobre missionario è “uno in Cristo, uniti nella missione“: qui e dappertutto, se non siamo uniti non siamo credibili. Non è obbligatorio essere uguali, ma uniti, quello è faticoso e necessario. Spero che a casa vostra come ovunque nel mondo, chi prega insieme sia capace di stare insieme, e così sapremo essere missionari.

Tra poche settimane inizierà il caldo pesante, all’orizzonte altre visite nelle comunità cristiane e altre emergenze da tamponare, con tante incertezze nel tessuto sociale in cui viviamo. Ma non lo facciamo da soli. Restiamo uniti con la preghiera, l’amicizia e l’informazione. Grazie: non lo dico mai abbastanza!

Potrebbero interessarti anche