Santuario della SS. Trinità Misericordia Maccio di Villa Guardia (CO)
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Comunicazioni dalla Diocesi: RESTIAMO UNITI -14 Marzo 2020. S. Messa nella III DOMENICA DI QUARESIMA.


In momenti come quello che stiamo vivendo, in cui il dubbio e l’incertezza sembrano avere il sopravvento, in ginocchio, ai piedi della Croce, cerchiamo il senso del nostro cammino. Con umiltà ci affidiamo alla Misericordia di Dio e con responsabilità ci poniamo in ascolto delle disposizioni vigenti per evitare l’ulteriore propagazione del virus. In questa momento in cui ci scopriamo feriti, fragili e insicuri non dimentichiamo chi vive la prima linea dell’emergenza, e chi sta sperimentando momenti di profonda solitudine.

www.diocesidicomo.it/

12 Marzo 2020


15 marzo alle ore 10:00

III Domenica di Quaresima: 

S. Messa in diretta dalla basilica di S. Abbondio sui canali: 

- ESPANSIONE TV:

19 del digitale terrestre e canali social www.espansionetv.it

-IL SETTIMANALE DELLA DIOCESI DI COMO

canale youtube

presiede il Vescovo Oscar



In vigore dal 12 marzo

Nuovi orari di apertura della Cattedrale

Vista la nuova normativa in vigore da oggi la Cattedrale di Como osserverà i seguenti orari
apertura : ore 7.30-12.00 / 15.30-18.00
adorazione eucaristica   8.30-11.30 / 16.00-18.00




Iniziativa della CEI

In preghiera per il Paese, tutti insieme il 19 marzo

In questo momento di emergenza sanitaria, la Chiesa italiana promuove un momento di preghiera per tutto il Paese, invitando ogni famiglia, ogni fedele, ogni comunità religiosa a recitare in casa il Rosario (Misteri della luce), simbolicamente uniti alla stessa ora: alle 21 di giovedì 19 marzo, festa di San Giuseppe, Custode della Santa Famiglia. Alle finestre delle case si propone di esporre un piccolo drappo bianco o una candela accesa.

TV2000 offrirà la possibilità di condividere la preghiera in diretta.

“A te, o beato Giuseppe, stretti dalla tribolazione ricorriamo e fiduciosi invochiamo il tuo patrocinio, insieme con quello della tua santissima Sposa”
(Leone XIII).

http://www.diocesidicomo.it/



dal sito : il Settimanale online della Diocesi di Como

-“Non lo posso sopportare questo silenzio innaturale tra me e te”. Diodato, vincitore di Sanremo 2020, dà un nome all’angoscia delle distanze che si creano nelle relazioni: il rumore. Un rumore che non possiamo sopportare, perché siamo animali ed esseri sociali – direbbe Aristotele – e vivere in aggregazione per noi è fondamentale, per qualcuno essenziale. Trovarci ed incontrarci, salutarci e interrogarci, ascoltarci e augurarsi reciprocamente il bene. Camminare a piè sospinto sulle strade, correre in macchina, essere sempre di fretta per arrivare sempre in ritardo”.

Inizia così la riflessione di don Teresio Barbaro, parroco di Cavallasca, uno dei sacerdoti che hanno accettato di raccontare la loro esperienza la tempo del Coronavirus. Ne abbiamo raccolte alcune sul numero in uscita del nostro Settimanale -....(articolo sul sito: http://www.settimanalediocesidicomo.it).




Situazione dovuta al Coronavirus

Lettera di mons. Vescovo alla Diocesi

Carissimi fratelli e sorelle,

severe misure precauzionali sono state adottate giustamente dalle autorità civili, visto che la nostra Regione lombarda è, in Italia, tra quelle più esposte al pericolo del contagio dal Coronavirus.

Anche la nostra Chiesa di Como ha aderito alle disposizioni date, limitando la vita comunitaria nelle sue manifestazioni più comuni, soprattutto i momenti liturgici e quelli formativi. Le nostre liturgie comunitarie sono temporaneamente sospese (tranne i funerali, da celebrarsi secondo le disposizioni diocesane) e ciò è fonte di tristezza e di possibile disorientamento tra i fedeli.

Viviamo un momento difficile, di grande provvisorietà, ma dobbiamo aiutarci a mantenerci uniti e sereni, nonostante la paura e l’incertezza, senza provocare situazioni di panico.

Se la vita delle nostre comunità parrocchiali è ridotta, non di meno si deve rallentare la nostra comunione, che si manifesta con una vigile attenzione verso le singole persone, soprattutto i più anziani, che non possono essere lasciati soli e gli ammalati.

Siamo vicini come comunità cristiana a quanti operano nel campo della sanità, esponendo le loro persone al rischio di contagio, a tutti coloro che sono impegnati nella tutela pubblica, e a quanti promuovono la ricerca scientifica in vista di individuare cure e vaccini adatti.

In questo periodo la famiglia può ritrovare la sua vocazione originaria di “Chiesa domestica”, così che è facilitata nel pregare insieme anche attraverso i mezzi di comunicazione. E’ il momento per ritrovare l’unità familiare, tante volte diminuita dalle frequenti occasioni di dispersione a causa dei tanti (troppi) impegni dei singoli componenti.

E’ questo un tempo opportuno per ulteriori considerazioni perché gli eventi di questi giorni ci interpellano come credenti. Giungono a noi, del tutto impreparati ad affrontarli, e devono essere interpretati alla luce della fede in Dio, che anche nel presente non cessa di essere padre buono e misericordioso.

Si rifletta sulla nostra comune vulnerabilità, condizione umana troppo spesso dimenticata, quasi che l’uomo di oggi sia diventato onnipotente. Non cessiamo, nonostante il progresso tecnico e della scienza, di essere creature deboli e fragili. Questa situazione di precarietà e di disorientamento, in cui tutti siamo dolorosamente coinvolti, ce lo insegna con chiarezza.

In questi frangenti emerge il grado della nostra umanità. C’è chi vive “alla caccia dell’untore”, cercando di evitare accuratamente gli altri, quali possibili portatori del virus. C’è invece chi, pur consapevole dei possibili rischi, tiene conto della presenza degli altri e si pone in atteggiamenti benevoli di solidarietà e condivisione.

Possiamo utilizzare questa situazione dolorosa, che tuttavia Dio permette, per ravvivare la vera carità e riscoprire il vero valore della vita.

In attesa di ritrovarci di nuovo insieme, nelle nostre assemblee eucaristiche, moltiplichiamo la preghiera, valorizzando la comunione spirituale e la recita del santo rosario. E’ questo il modo di accompagnare da credenti questa dolorosa situazione, confidando nel Dio della vita e affidando a Maria, madre e regina delle famiglie, le sorti della nostra condizione umana.

Sono vicino a ciascuno di voi con affetto di padre e su tutti invoco la benedizione di Dio, Padre e Figlio e Spirito Santo.

+ Oscar Cantoni

Vescovo di Como

Como, 24 febbraio 2020